La luce della verità

 

La verità è luce.
La menzogna è oscurità.

 

photo by Hakan Erenler

 

La verità ha la forte propensione ad affermarsi da sé. E a riaffermarsi.

Non ha bisogno di ricorrere alla censura di chi dissente, poiché non ha nessuna paura e conta sulla propria forza luminosa.

La verità fa pieno uso della ragione ed è aperta all’intuizione.

La verità ama l’uso del pensiero critico e il confronto approfondito. Ama le prove e le confutazioni. Ama l’argomentazione.

Quindi, la verità non teme il confronto che, invece, incoraggia, perché grazie a esso si rafforza e la sua luce diviene più intensa.

La verità promuove la serenità, la pace, la gentilezza amorevole, la felicità, unendo le persone nella condivisione di nobili ideali e nella cooperazione costruttiva.

La verità è legata all’amore e alla saggezza.

La verità è sacra.

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La menzogna, data la sua intrinseca debolezza, per affermarsi ha bisogno di essere ripetuta di continuo e di ostacolare la verità in tutti i modi, per esempio censurandola e denigrando chi la sostiene.

La menzogna aborrisce il confronto serio, approfondito, perché ne uscirebbe sconfitta.

La menzogna, per ammantarsi di credibilità, può accettare confronti superficiali che avvengono peraltro solo entro una stretta cornice, nella quale non è consentito dubitare di certe premesse di base. Confutare le sue premesse di base, dimostrandone la fallacia, significherebbe infatti far crollare il castello di carte su cui la menzogna si basa.

Per sopravvivere, la menzogna deve usare tutti i mezzi a sua disposizione per persuadere, nascondendo la verità.

Per natura ipocrita, la menzogna può raggiungere livelli di falsità e manipolazione inauditi. La menzogna ha bisogno di dividere le persone, di creare un nemico con il quale poter anche essere oppressiva, discriminatrice e violenta.

La menzogna è legata all’odio e alla dissennatezza.

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I nostri atti dimostrano se amiamo la luce o l’oscurità, ossia se amiamo la verità o la menzogna.

I nostri atti ci qualificano.

 

“Nel salutare il lettore, almeno per il momento, gli chiedo di unirsi a me nell’elevare una preghiera al Dio della verità, affinché mi conceda la grazia di raggiungere l’Ahimsa (non violenza) con il pensiero, con la parola e con gli atti”.

M. K. Gandhi

 

Photo by Simon Migaj