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Omaggio a Sri Ma Anandamayi
Sri Ma Anandamayi: La Danza dell’Eterno sull’Onda del Tempo
Nel 1896, in un angolo dell’India nacque una luce che avrebbe sfidato ogni confine: Sri Ma Anandamayi. Non una santa, non una guru, ma qualcosa di più inafferrabile eppure tangibile, come il profumo del gelsomino che si dissolve nell’aria del mattino. Lasciò il corpo ottantaseienne, nel 1982, ma il suo passaggio sulla Terra fu così leggero che molti giurarono di sentirla ancora danzare tra le nuvole, invisibile eppure onnipresente.
Era libertà pura, avvolta in un sari color zafferano o in un semplice abito bianco, a seconda del vento che la portava di villaggio in villaggio, di fiume in fiume, di cuore in cuore. Non aveva bisogno di nulla, eppure tutto le apparteneva. I potenti e i poveri, i dotti e gli analfabeti, i bambini che giocavano per strada e gli anziani seduti sotto i banani: per tutti era casa. Nessuno era straniero al suo cospetto. Lei, che non aveva patria, era la patria di tutti.
Sri Ma Anandamayi non insegnò mai con discorsi complicati. Visse. E nel suo vivere, mostrò che l’amore non ha dogmi, e Dio non ha volto come noi lo intendiamo, ma può indossare il volto di una donna che sorride mentre il mondo si affanna a darle un nome.
Se tu oggi chiudessi gli occhi e ascoltassi il vento tra gli alberi, forse sentiresti ancora la sua risata. Perché lei non se n’è mai andata davvero.
Era ovunque. È ovunque. Sempre.Il Rimedio Divino nell’Oceano della Vita
Sri Ma parlava poco, ma quando lo faceva, le sue parole erano come gocce di miele che sciolgono la ruggine dell’anima. Ascoltala, e sentirai il peso del mondo sciogliersi nelle sue frasi, leggere come piume portate dal vento.
La felicità di questo mondo è come un fiore di loto sulla superficie dello stagno: bello, ma destinato a svanire. Nasce dal desiderio, si nutre di illusioni, e quando svanisce, lascia solo cenere e nostalgia.
Ma c’è una pace più profonda, una quiete che non conosce onde. «Dovete meditare su Dio, che è Pace», sussurrava Sri Ma. «Se non Lo ricordate, se non Lo cercate, se non fate di Lui il centro della vostra vita, non ci sarà pace. Solo un vortice di desideri, di paure, di domande senza risposta”.
E allora, cosa rimane? Solo Lui. L’unico da amare, l’unico che non tradisce. Perché in Lui c’è tutto. Tutto ciò che cerchi, tutto ciò che hai sempre desiderato, è già lì, nascosto nel Suo nome.
L’Azione che Illumina, il Male che Avvelena
Gli uomini camminano come sonnambuli, sprecando energie in azioni che non lasciano traccia, come sassi gettati in un fiume. Ma Sri Ma insegnava: «Solo le azioni che risvegliano il divino in voi meritano di essere chiamate azioni. Il resto è solo spreco, un rumore vuoto”.
Se un comportamento non ti avvicina a Dio, se non ti ricorda chi sei davvero, lascialo perdere, anche se sembra dolce come miele. Perché ciò che appare allettante ai sensi si trasforma presto in veleno, generando caos dentro di te. È la legge del mondo: tutto ciò che è effimero porta solo disordine.
Il Legame che Trasforma: Da “Io” a “Noi”
Sri Ma sapeva che gli uomini hanno bisogno di immagini, di nomi, di legami per amare. E allora, parlava di Dio come di un padre, di una madre, di un amato. Perché solo così il cuore può aprirsi.
«Entrate in confidenza con Lui» diceva. «Pensate a Lui, parlate di Lui, cantate le Sue lodi. Guardate le Sue immagini, visitate i luoghi santi, cercate la solitudine o la compagnia dei saggi. Fate tutto questo finché non Lo sentirete vicino, finché non potrete chiamarLo “Padre” o “Madre” senza esitazione”.
E se all’inizio non sentite amore? Fingete. Recitate il Suo nome come un mantra, come il ticchettio dell’orologio che segna il tempo. Prendetelo come una medicina, anche se non sapete perché. Un giorno, senza che ve ne accorgiate, il Suo nome diventerà la vostra canzone interiore. Lo sentirete nell’aria, nel battito del vostro cuore, nel rumore del mondo. Sarà come un oceano di suoni che canta la Sua gloria, e voi sarete parte di quel canto.
L’Ultimo Respiro, il Primo Sorriso
«Non lasciate trascorrere il vostro tempo inutilmente» ammoniva Sri Ma. «Amate. Amate finché l’ego non si dissolve, finché i vostri desideri non diventano i Suoi desideri, finché non vedrete tutto come un riflesso della Sua luce”.
Perché alla fine, trovare Dio è trovare se stessi. È scoprire che il tuo vero Sé, quello profondo, quello che non muore mai, è già Lui. È come guardarsi in uno specchio e vedere solo il cielo.
E allora, sorriderai. Perché avrai capito che non eri mai stato solo. Che tutto il tempo, tutto il dolore, tutto l’amore, erano solo un invito a tornare a Casa.
Il Respiro di Dio: Una Storia di Amore e Segreti
Il Nome che si Fa Carne
C’era una volta un segreto sussurrato dal vento, un esercizio così semplice da sembrare banale, eppure così potente da cambiare il destino di chi lo praticava con fedeltà. Sri Ma lo chiamava japa silenzioso: la ripetizione del Nome di Dio, non con le labbra, ma nel profondo del cuore, al ritmo del respiro.
«Non sprechiamo il fiato» diceva con un sorriso che sapeva di eternità. «Quando camminate, quando aspettate, quando siete soli con i vostri pensieri… lasciate che il Suo Nome scivoli dentro di voi come un fiume che riempie un vaso. Fate che diventi naturale come il respiro, come il battito del vostro cuore. Finché un giorno non vi accorgerete che non respirate più senza di Lui”.
E così, il Nome di Dio diventava un amico inseparabile, un compagno di viaggio che non vi avrebbe mai abbandonato. Leggete i testi sacri, cercate la verità in ogni parola, e soprattutto: dite sempre la verità. Perché la menzogna è un veleno che appanna lo specchio dell’anima, mentre la verità è la luce che rivela Dio in ogni cosa.
Il Gioco del Padre, della Madre e dell’Amico
Dio, diceva Sri Ma, è Supremo Padre, Madre e Amico. Non un giudice severo, non un re lontano su un trono dorato, ma qualcuno che vi ama così profondamente da aver fatto di tutto per essere trovato.
«Chi vi ha instillato il desiderio di cercarLo?» chiedeva, con gli occhi che brillavano di un mistero antico. «Chi vi ha dato la forza per alzare lo sguardo verso il cielo? È Lui. È sempre Lui. Anche le vostre mani, il vostro intelletto, il vostro coraggio… tutto viene da Lui. E tutto è stato dato affinché Lo troviate, affinché il velo dell’ignoranza cada e possiate vedere la Sua faccia nel vostro stesso volto».
Il Respiro che Trasforma la Polvere in Luce
Il respiro è vita. Senza di esso, il corpo muore, la mente si spegne, il mondo scompare. Ma il respiro, quando è puro e consapevole, diventa molto di più: diventa il ponte tra il finito e l’infinito.
«Attraverso il respiro, la Coscienza diventa materia» spiegava Sri Ma. «E la materia, quando è attraversata dalla consapevolezza di Dio, diventa viva. Ma se la mente è agitata dai desideri, se il cuore è pieno di rabbia o invidia, il respiro si fa pesante, sporco, come un fiume inquinato».
E allora, ecco il consiglio: unite il respiro al Nome di Dio. Sedetevi in un luogo tranquillo, chiudete gli occhi e lasciate che il Suo Nome scivoli dentro di voi al ritmo del vostro inspirare ed espirare. Non forzate, non affrettate. Lasciate che sia naturale, come il sorgere del sole.
Con il tempo, il Nome e il respiro diventeranno una cosa sola. La mente si calmerà, il corpo si stabilizzerà, e voi sentirete la grazia di Dio avvolgervi come un mantello. Sentirete il Suo richiamo nel battito del vostro cuore, nel fruscio delle foglie, nel silenzio della notte.
Perché quando il respiro e la mente si fondono in un solo punto, quel punto diventa l’universo intero. E voi capirete, finalmente, che non siete mai stati separati da Lui.
L’Ultima Lezione: Vivere, Respirare, Amare
Se vorrete, potrete fare di ogni giorno un inno a Dio. Al mattino, quando aprite gli occhi, pensate a Lui. Durante il giorno, quando camminate, lavorate, parlate, lasciate che il Suo Nome sia il vostro compagno. La sera, quando chiudete gli occhi, sentiteLo nel silenzio.
E un giorno, senza che ve ne accorgiate, sentirete di non respirare più da soli. Perché sarà Lui a respirare in voi. E allora, capirete che non siete mai stati soli. Che non c’è mai stato un momento in cui Egli non fosse lì, ad amarvi, a guidarvi, a sussurrarvi all’orecchio:
«Io sono qui. Sono sempre stato qui. E non me ne andrò mai».

Anandamayi Ma -
Una lettera per riflettere
Essendo sensibile anche ai temi del burnout e del mobbing, ho deciso di trattare alcuni loro aspetti mettendomi nei panni d’un lavoratore inquadrato professionalmente a un livello medio/basso nel contesto lavorativo di un supermercato. Ho quindi immaginato una lettera che il lavoratore scrive rivolgendosi al direttore, forse suo ultimo canale rimasto mediante il quale comunicare e fare arrivare il proprio disagio all’azienda presso cui entrambi prestano servizio, con la speranza di ottenere ascolto e comprensione anche finalizzati a una più proficua collaborazione.
La lettera ha il solo scopo di fare luce su alcuni aspetti del burnout e del mobbing, favorendo la comprensione nel suo significato più ampio e costruttivo; pertanto, ogni riferimento ad ambienti, luoghi, fatti, persone e cose è puramente casuale.
“Caro direttore,
ho apprezzato il modo cortese con cui si è approcciato a me sin dall’inizio.Guardandola negli occhi che – come è noto – sono lo specchio dell’anima, ho percepito in Lei una persona dotata di valori ed empatia, perciò ritengo saprà comprendere quanto sto per scriverle.
Ci tengo a farle sapere che, se dovesse avere l’impressione ch’io sia restìo a stabilire una relazione totalmente aperta con Lei e con gli altri responsabili, è dovuto a ragioni e fatti che si sono consolidati nel tempo.
Mi limiterò a riferirle solo alcuni dei più significativi.
Voglio prima giurarle che ho provato infinite volte a coltivare relazioni sane e totalmente aperte con altri direttori e diretti responsabili che si sono succeduti nel corso degli anni, ma quando m’ero finalmente persuaso d’esserci riuscito, è sempre successo qualcosa: improvvisamente, loro adottavano un atteggiamento incomprensibilmente distaccato, e il dialogo veniva interrotto… come se qualcuno li avesse avvisati, forse calunniandomi, che relazionarsi con me in quel modo troppo aperto e cordiale era “pericoloso” e dovevano quindi cambiare modalità.
Invero, a seguito di questi fatti, nel corso del tempo mi sono fatto mille esami di coscienza, e posso affermare con sicurezza che il tipo di buona relazione che ero, anzi, eravamo riusciti a coltivare insieme, non solo non aveva inciso negativamente sul mio rendimento, ma lo aveva accresciuto; nel contempo, la mia correttezza era rimasta quella di sempre, dacché è parte integrante dei miei princìpi e valori.
Ora le descriverò qualche fatto, al fine di farle comprendere il mio disagio.
Vi fu un responsabile che mi disse di essere “un problema per l’azienda” (e commise l’imprudenza di dirmelo dinanzi a una mia collega) e, a giudicare dal subitaneo mutamento dell’espressione del suo volto, sùbito si rese conto d’avere detto ciò che molto probabilmente qualcuno al di sopra di lui gli aveva “confidato”, ma che avrebbe assolutamente dovuto tenere per sé.
Infatti, appena si allontanò da me, notai che ricevette una telefonata, e la successiva consegna di lavoro me la comunicò balbettando con il viso pallido e preoccupato, dacché ciò che m’aveva detto non avrebbe dovuto scappargli di bocca.
Naturalmente, io non ricevetti scuse né spiegazioni da alcuno.
Si andò avanti come se nulla fosse accaduto.Le chiedo se questo sia un modo di agire corretto e rispettoso nei confronti del lavoratore.
Eppure, ho sempre svolto il mio lavoro con la massima diligenza e, glielo assicuro, dai clienti ricevo spesso apprezzamenti e complimenti sia per la mia competenza sia per la mia gentilezza colma di calore umano.
Mi sono spesso chiesto se i vertici aziendali si siano domandati come un lavoratore cosciente di essere considerato “un problema” possa lavorare sereno, dare il meglio di sé e sentirsi “incluso” (termine oggi tanto di moda) nell’azienda ovvero nel proprio gruppo di lavoro.
Che forse vogliano proprio farlo sentire escluso?
Le confido che fra le cose che più m’è difficile tollerare, vi è la bieca ipocrisia.
È infatti accaduto che dei responsabili – alcuni dei quali hanno poi anche ottenuto un avanzamento di grado – che mi hanno fatto apertamente del male, mi abbiano in seguito salutato (quando ne hanno avuto voglia) come se nulla fosse mai avvenuto e, in alcuni casi, mi abbiano pure chiesto: “Come stai?”.Spesso li ho guardati incredulo, allontanandomi appena mi è stato possibile per fare in modo che la rabbia che mi era montata potesse placarsi.
Di fatto, non riesco ancora a persuadermi di come un’azienda possa premiare il servaggio e, forse, mal considerare la rettitudine.
È pure accaduto che stessi male in azienda senza venire soccorso; così com’è avvenuto che avessi un’urgenza medica prima dell’inizio del mio turno di lavoro, rendendo indispensabile un esame diagnostico d’emergenza, e nonostante i responsabili ne fossero venuti al corrente, nessuno di loro mi chiese nulla sul mio stato generale di salute, quando invece, in quell’occasione, sarebbe stato il caso di farlo.
Mi amareggia poi tanto che io, per avere voluto difendere dei diritti fondamentali rimanendo con la schiena dritta in periodi in cui molti tristemente la piegavano, sia stato pesantemente punito per via di norme illecite e illegittime, lesive dei più basilari diritti umani, applicate con quel gelido rigore che fa accapponare la pelle e che riporta la mente a dei tempi passati che speriamo non tornino più, ma di cui a volte si avverte ancora l’oscura presenza.
Che quei tempi non tornino più dipende invero da tutti noi, dalla nostra determinazione a disapplicare fermamente quelle norme che violano palesemente i diritti naturali e fondamentali dell’essere umano.
Un altro fatto assai significativo.
Come ben sa, tutte le grandi aziende si sono verosimilmente dotate di una “Policy” sulle molestie, il bullismo, eccetera nel luogo di lavoro (cosa lodevolissima): lo ha fatto anche quella in cui presto servizio. Ebbene, ben oltre un anno fa feci una segnalazione pertinente in azienda, usando uno dei canali suggeriti, per fatti molto gravi avvenuti qualche tempo prima, ma nessuno, ad oggi, mi ha ancora risposto o tentato di contattarmi per un colloquio, al fine di capire cosa fosse accaduto.
Ciò può significare solo due cose: la prima è che le segnalazioni da gestire sono talmente tante ed io sono, perciò, ancora in coda; la seconda è che la mia segnalazione è stata completamente ignorata.
In realtà, questa seconda ipotesi è quella, a mio avviso, più plausibile.
Per l’azienda è forse meglio pensare, e magari far credere a Lei e agli altri responsabili, ch’io sia un tipo “strano”, un mezzo paranoico o, addirittura, “un pazzo” sistematicamente ingannato dalle proprie “percezioni” alterate.A questo riguardo, mi sono rivolto a una specialista professionista del ramo (anche in quest’ambito ho una preferenza per le donne) che s’occupa anche di mobbing e di burnout. Alla dottoressa ho descritto un po’ le dinamiche aziendali e i comportamenti attuati nei miei confronti (ma non solo) nel corso degli anni; e mi creda che riportarli qui occuperebbe davvero troppo spazio.
La specialista mi ha poi posto molte domande, e dopo avermi rassicurato sul fatto che sono assolutamente sano di mente, mi ha detto che gran parte di ciò che ho subìto, oltre ad altro da lei identificato, è costituita da classici atti di “Gaslight”, una delle forme più subdole e dannose di manipolazione psicologica.
Il Gaslight, nemmeno sapevo cosa fosse.
La dottoressa me lo ha spiegato… e ho capito che aveva ragione.
Mi ha dato dei suggerimenti su come proteggermi e difendermi.
Se non ci fossero stati anche tutti i familiari, i parenti, i numerosi amici e finanche vari colleghi e colleghe (della cui stima continuo a godere nonostante le calunnie diffuse nei miei confronti all’interno del luogo di lavoro) a rassicurarmi sulla mia “normalità”, l’azienda mi avrebbe forse distrutto psicologicamente da tempo.
Ma l’azienda che interesse avrebbe nel farlo?
Me lo sono chiesto spesso e l’ho domandato anche alla specialista: l’interesse è forse quello di allontanare o asservire psicologicamente chi resiste al farsi omologare e persiste nell’usare il senso critico, nonché a pensare con la propria testa.
Vi è infatti chi sostiene che in certi ambienti si faccia di tutto per annientare l’autostima del lavoratore attraverso delle strategie comunicative e psicologiche di “infantilizzazione” ossia volte a trattarlo e a farlo sentire come un bambino; di conseguenza, non meritando d’essere trattato come un adulto, in quanto bambino deve solo essere educato o “rieducato” e, quindi, reso ubbidiente.
Sarà davvero così?
Stento a crederlo.
In questo ambiente vi sono pure degli addetti alla sorveglianza che giustamente controllano il luogo di lavoro aperto al pubblico, anche con l’ausilio di videocamere, affinché non si commettano furti.
Ho scoperto da fonti più che attendibili come, in realtà, quegli addetti sorveglino pure i lavoratori – la loro prestazione professionale, i loro gesti, le loro conversazioni – avvalendosi soprattutto di appositi dispositivi tecnologici (immagino che l’azienda non lo ammetterebbe mai); e ho saputo che qualora riuscissero a sorprendere uno di loro a rubare (magari anche con false prove) guadagnerebbero un cospicuo compenso pecuniario, molto al di sopra di quello che guadagnano ogni volta che pescano un cliente a commettere lo stesso reato.
Questo è probabilmente uno dei motivi per cui una di loro mi ha più volte calunniato in passato e continua a farlo: ne ho le prove e, quindi, la certezza.
La cosa che più stupisce è che tutti i responsabili siano obbligati ad ascoltare e a credere alle parole di questi addetti, presupponendo ognuno di loro in buonafede, nonché a mettere in campo conseguenti azioni “punitive” (che certo non qualificherebbero mai come tali nonostante l’evidenza) nei confronti dei lavoratori oggetto delle loro osservazioni o accuse; calunnie nel mio caso.
Purtroppo, il lavoratore non può difendersi poiché vi è assenza di un confronto diretto fra lui e gli addetti alla sorveglianza in merito a quanto sostengono a suo riguardo; forse perché ciò che fanno è illegittimo ovvero illegale?
D’altro canto, i responsabili, in base alla mia lunga esperienza, non si confrontano mai direttamente con il lavoratore sullo stesso tema.
Al lavoratore, nessuno chiede niente.
Non ha voce in capitolo.
Non può quindi confutare le osservazioni, le accuse e tantomeno le calunnie a lui rivolte.
Per il lavoratore, questo è un’ulteriore causa di rabbia e frustrazione.
Egli forse le gestisce e mitiga se è dotato di un buon livello di consapevolezza, se è dedito alla pratica psico-spirituale, se può contare su buoni amici e se trova il tempo per dedicarsi ad attività salutari e gratificanti.
Dal momento in cui ho acquisito le informazioni di cui sopra, ho collegato molti puntini tra di loro, e mi è stato possibile darmi una chiara spiegazione del perché tali addetti alla sorveglianza siano particolarmente attenti ai movimenti dei lavoratori sul lavoro.
Premesso che costoro non sono certo tutti uguali e ve ne sono di rispettosi, vi è una di loro (e mi è difficile capire come una donna possa agire in tal modo) che è particolarmente sfacciata: spesso compare in modo totalmente inaspettato dove sto lavorando e, senza dire una parola (rarissimo è il saluto da parte sua), mi gira intorno come una zanzara smaniosa di pungere: si mette alle mie spalle o di fianco o talora di fronte, mi osserva con insistenza, perlustra le immediate vicinanze di dove lavoro…
Che cosa cerca? Cosa pensa di trovare?
A mio avviso sa bene di non trovare nulla, ma forse spera che il suo atteggiamento sortisca in me qualche effetto turbativo che, però, sino ad ora, non ha mai avuto la soddisfazione di ottenere.
Probabilmente, l’intento di costei è quello di provocare in me delle reazioni scomposte e trovare quindi una giustificazione per farmi licenziare.
Di fatto, so che ogni volta che è presente, riferisce cose negative sul mio conto che, come già detto, non sono soltanto delle bugie, ma sono sovente delle calunnie assolute.
Perché lo fa?
Agisce autonomamente?
È forse spinta da qualcuno che ha interesse nel causarmi difficoltà e problemi?
La sorvegliante in questione lo saprà di certo…
Alla luce di questi fatti, com’è possibile sentirsi parte dell’azienda, coltivare delle relazioni con i responsabili basate sulla fiducia reciproca, sentirsi a proprio agio nel proprio luogo di lavoro e dare il meglio di sé?
È mai possibile sia così difficile avere un dialogo aperto e sincero in questa azienda?
È mai possibile che il lavoratore sia considerato solo un “esecutore”, nemmeno meritevole dell’attenzione necessaria per giungere a una relazione rispettosa, trasparente e volta alla risoluzione dei problemi che sono d’impedimento a creare un clima ideale per generare benessere e lavorare al meglio?
Perché i fatti che ho esposto in questa lettera, concorrono pure a creare nel lavoratore la sindrome di “burnout”, la cui definizione si riferisce metaforicamente a un incendio della persona (il verbo to burn significa, in inglese, “bruciare”).
Questa sindrome è stata analizzata e spiegata magistralmente da Pascal Chabot nel suo libro “Burnout globale” (edizione italiana: Edizioni San Paolo, 2014).
Concludo, gentile direttore, con qualcosa di leggero, un fatto apparentemente di poco conto, ma invero significativo: la consolidata abitudine di chiamare “Signori” solo i lavoratori inquadrati da un certo livello professionale in poi, mentre tutti gli altri sono chiamati per nome e/o per cognome.
Che forse per l’azienda questi ultimi, dato il loro livello d’inquadramento, non meritino l’appellativo di “Signori”?
Questo fatto, per quanto poco importante possa sembrare, mi pare un chiaro esempio di come non si voglia intervenire nemmeno su una discriminazione così palese e che, a motivo delle caratteristiche del nostro lavoro, è sempre ben evidente pure alla clientela.
A tale riguardo, nel corso del tempo, diversi clienti mi hanno domandato: “Perché alcuni di voi vengono chiamati Signori e altri no?”.
Sovente ho risposto che bisognerebbe chiederlo ai responsabili di tali distinguo.
Penso che a volte basterebbe davvero poco per dimostrare di voler riconoscere al lavoratore la propria dignità ed essere realmente “inclusivi”.
Desidero sappia che questa lettera non è stata scritta con l’intelligenza artificiale, ma interamente da me che sono un essere umano, il quale oltre a pensare, sente, dacché oltre ad avere un cervello possiede un cuore.
Invero, un essere umano possiede anche un’anima e uno Spirito.
Proprio come noi, caro direttore.
Sono certo che capirà l’intento totalmente costruttivo di questa mia lettera; sono infatti persuaso che così come i lavoratori di tutti i livelli d’inquadramento hanno margini di miglioramento, ce li hanno anche le aziende presso cui prestano servizio.
A volte si dev’essere davvero creativi per tentare di essere ascoltati e, forse, compresi.
Mi creda: ho provato invano molte strade.
Potrei riferirle molti altri fatti e condividere altre riflessioni, ma mi sono dilungato abbastanza e per ora mi fermo qui.
Se deciderò di proseguire o se vi saranno novità rilevanti, le scriverò magari un’altra lettera, spero un po’ più breve.
Nel continuare ad assicurarle correttezza, diligenza e massima collaborazione, mi congedo da Lei, caro direttore, e la ringrazio infinitamente per la pazienza con cui ha letto le mie parole”.
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“A Joyful Walk in the Woods”

℗©
“A Joyful Walk in the Woods”
by Avelio Borroni
Released on December 25, 2025Composed by Avelio Borroni
Acoustic guitar and Recording: Avelio Borroni
Mixing and Mastering: Walter LupiAlbum cover created by Avelio Borroni
Avelio plays a Chatelier guitar
Ringrazio di nuovo l’amico Walter Lupi – straordinario chitarrista di fama internazionale – per avere curato le fasi di missaggio e Mastering del brano, dando nuovamente prova della sua grande professionalità.
“A Joyful Walk in the Woods” è distribuita da CD Baby Publishing.
“A Joyful Walk in the Woods” è il quinto lavoro con cui ho deciso di proseguire la pubblicazione delle mie composizioni musicali.
Sebbene il brano fosse pronto per la pubblicazione già a Natale 2025, è però iniziato ad apparire nei vari store solo a partire dal 16 gennaio 2026 a causa delle festività di fine e inizio anno, e a motivo delle modifiche d’alcune procedure di pubblicazione di CD Baby.
È disponibile online nelle maggiori piattaforme musicali; di seguito alcuni link:
“A Joyful Walk in the Woods” – Amazon Store
“A Joyful Walk in the Woods” – Amazon Music
“A Joyful Walk in the Woods” – Apple Music
“A Joyful Walk in the Woods” – Deezer
“A Joyful Walk in the Woods” – Tidal
“A Joyful Walk in the Woods” – YouTube Music
“A Joyful Walk in the Woods” – YouTube (canale “tematico”):
Nota sul brano presente su YouTube
Il canale ora presente su YouTube non è creato da me, ma è solo “tematico” ossia generato automaticamente.Nota sul mio profilo Spotify Artist
A inizio ottobre 2024 ho deciso di rimuovere tutta la mia musica da Spotify e di chiudere il mio profilo Spotify for Artists.♥
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Riguardo a… “A Joyful Walk in the Woods”
“A Joyful Walk in the Woods” è un brano per sola chitarra acustica che composi diversi anni fa e che ho rifinito e registrato di recente.
La traduzione italiana del titolo è “Una gioiosa camminata nei boschi”.
Originariamente, la titolai “Edward” in omaggio al dr. Edward Bach, il celebre scopritore dei fiori omonimi, dacché fu lui a ispirarmi la composizione delle prime misure del brano.
Lo immaginai mentre camminava nei boschi del Galles alla ricerca delle piante che avrebbe poi usato come rimedi.
Edward Bach, difatti, grazie al suo amore e alla sua sensibilità, ci ha fatto dono della sua ormai famosa terapia floreale nonché dei suoi fulgidi scritti tanto semplici quanto profondi.
La composizione del brano, nel suo sviluppo, ha in séguito raccolto vari elementi ispirativi e, pur conservando le sue radici, si è allargata abbracciando tutte le esperienze più belle e gioiose che si possono vivere immergendosi nella Natura, sovratutto stabilendo un contatto profondo con Essa.
Ecco dunque che “A Joyful Walk in the Woods” celebra la bellezza naturale, il piacere e il senso di gioiosa espansione che si possono godere mentre si cammina consapevoli e leggeri tra i boschi illuminati dalla luce del sole – fonte di vita per tutti gli esseri – e scaldati dal suo calore.
In questi tempi in cui certuni fomentano i conflitti, il mio augurio è che ciascuno di noi, dei nostri figli e nipoti, piuttosto che tentare un domani di scappare nei boschi per sfuggire alle bombe, possa continuare a godere di tutte le meraviglie della Natura, imparando a prendersene cura, quale parte essenziale della vita sulla Terra.
Che ognuno possa dunque proseguire a vivere serenamente l’esperienza insostituibile d’una gioiosa camminata nei boschi; esperienza sovente spirituale e fonte di pace…
Quella pace di cui il mondo ha bisogno.
♥
Se vuoi puoi acquistare il brano nello store di Amazon store cliccando su questo link Amazon store.
Oppure puoi acquistare il brano su https://music.apple.com.
Disponibile anche su iTunes Store (Also aivailable in the iTunes store).
Grazie…
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Viaggio a Minorca
07 settembre 2025
Questa settimana, la mia compagna ed io abbiamo avuto modo di visitare l’isola di Minorca (Baleari, Spagna).
Abbiamo soggiornato a Ciutadela, splendida cittadina brulicante di vita specialmente di sera: le persone cenano ai tavoli dei tantissimi ristoranti e passeggiano poi fra le belle vie, fra negozi, botteghe e bancarelle in cui sono esposti infiniti oggetti di natura artistica e artigianale.
Il lungomare di Ciutadela è ampio, ed è affascinante sovratutto passeggiarvi di sera quando, sempre accarezzàti da una fresca e gradevolissima brezza, si possono godere splendidi tramonti.
Pare vi sia l’idea che i minorchini ossia gli abitanti di Minorca, in quanto isolani, siano generalmente un po’ chiusi.
Non è così. Sono aperti e gentili.
Desiderosi di aiutare i turisti, conversano volentieri e allegramente in minorchino (differente dalla lingua catalana, è una variante dialettale a sé, diversa da quella delle altre isole Baleari), sforzandosi di capire e di farsi capire.La sincerità e l’allegra spensieratezza che traspare dai loro volti, rende facile stabilire relazioni amichevoli e cordiali.
Mostrano anche onestà.
Ci siamo sorpresi quando nelle spiagge ci hanno chiesto solo 20 euro al giorno per un ombrellone e due sdraio.A Minorca, i ritmi di vita sono salutari, così come lo sono i ritmi di lavoro.
Il mare è splendido, parimenti lo è il giocare come bambini con le sue onde: antica leggerezza che diviene ancora presente.
Da un punto di vista spirituale, Minorca offre un meraviglioso mare e tantissimo verde con le sue godibili pinete: tutti luoghi naturali in cui si può ben meditare o pregare o stare semplicemente in silenzio, e che si aggiungono alle belle chiese e cattedrali dell’isola.
Una sera un minorchino ha osservato: “Qui, con la Pomada e la Sangria, restare astemi è un peccato”.
Gli abbiamo sorriso e risposto con un brindisi, consapevoli che, con moderazione e buon senso, si può godere di tutto (purché non si rechi danno ad alcuno).

Photo by Avelio Borroni -
Preziosa Fedeltà
Un amico mi ha chiesto se io ritenga la fedeltà imprescindibile in una relazione sentimentale.
Senza mezzi termini, gli ho risposto come segue:
“Sì, sono convinto che la fedeltà in una relazione di vero Amore sia imprescindibile, e preziosissima, come del resto lo è nell’Amicizia.
Per quanto mi riguarda, l’essere fedele alla Donna che amo mi è naturale quanto il respirare.
Come ho avuto occasione di scrivere a un’amica del Canale qualche tempo fa, ogni sana e fulgida relazione è fondata sulla fiducia, la lealtà e la trasparenza; si deve tendere ad avere il cuore puro come il cristallo: tutti Tesori ai quali mai rinuncerei“.

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Omaggio a tutte le Donne che camminano nella Luce
V’è un post che pubblicai sul mio canale Telegram privato “Camminare nella Luce – Avelio Borroni” in data 16 agosto 2023.
Il suo contenuto, oltre ad avere ottenuto molti riscontri positivi, anche successivi alla sua prima pubblicazione, rispecchia tuttora il mio profondo sentire.
Per tali motivi, ho deciso di pubblicarlo anche qui.
Eccolo di seguito.
“Care amiche e cari amici,
vi sarete forse chiesti perché io usi sovente delle immagini di donne per accompagnare i contenuti letterari dei vari post.
La risposta si può trovare in una parola: bellezza.
Al di là della ineffabile bellezza Divina, accessibile ai sensi spirituali, è mia opinione che la bellezza sulla Terra si manifesti sovratutto nella Natura e nella Donna così come Dio – o Intelligenza Cosmica – l’ha creata.
In quanto Uomo, ammiro quindi la bellezza Femminile nella sua naturale forma esteriore che, sottolineo, mi auguro sempre rifletta fedelmente quella interiore, la quale, non è solo necessaria, ma essenziale.
Difatti, potrei fare a meno della bellezza fisica, ma non di quella dell’anima.
Tuttavia, accade non di rado che un’anima fulgida appaia bella in ogni caso, almeno agli occhi di chi ne sappia vedere la Luce interiore.
Che le tante amiche Donne volte a camminare nella Luce iscritte al Canale, considerino questa mia scelta d’immagini un omaggio a tutto l’incanto e la ricchezza che sanno donare“.

Photo by Nataliya Vaitkevich -
Viaggio in Bulgaria
20 agosto 2024
Care amiche e cari amici,
ho recentemente fatto un viaggio in Bulgaria e desidero condividere con Voi alcuni suoi momenti.Ho visitato Sofia, altre importanti città e diversi luoghi di grande interesse.
Di Sofia (la capitale), affascinano anzitutto la splendida cattedrale ortodossa di Aleksandr Nevskij e la chiesa di San Nicola che, unitamente a tanto altro, costituiscono un prezioso patrimonio culturale e spirituale.
Sono poi stato a Rila, il Parco Nazionale più grande della Bulgaria, alloggiando nella bella località montana di Panichishte.
A Rila v’è un bellissimo monastero: fondato nel X secolo, è il simbolo dell’ortodossia bulgara.
Per chi voglia esplorare queste zone, credo sia una tappa imprescindibile.Invero, uno degli obiettivi principali del mio viaggio in Bulgaria è stato quello di visitare i 7 laghi di Rila, la cui altitudine varia fra i 2.100 e i 2.500 metri.
M’ero proposto di vederli tutti, e così ho fatto: dal più basso, chiamato Dolnoto Ezero, al più alto, il cui nome è Salzata (“La Lacrima”) a motivo delle sue acque limpide e cristalline.
Percorrendo i sentieri montani che portano ai 7 laghi, ho pensato, commuovendomi, che sono gli stessi luoghi in cui il Maestro Peter Deunov (Beinsa Douno) visse, camminò e insegnò.
Guardavo i massi accanto ai laghi e l’ho immaginato seduto in preghiera e in contemplazione ovvero nei modi in cui è ritratto in alcune foto dell’epoca.Ho pensato altresì al Maestro Omraam Mikhaël Aïvanhov e al tempo che passò su queste montagne che tanto amò.
Egli affermò: “Se mi chiedessero qual è stato il momento migliore della mia vita, quello che mi ha dato le sensazioni più straordinarie, direi che è stato a Rila, sulla montagna, al sorgere del sole”.V’è un’atmosfera mistica in questi luoghi.
Nonostante la presenza di non pochi turisti, la persona sensibile che li visiti con la giusta attitudine, può percepirne le intense energie spirituali.In agosto, la Fratellanza Bianca si riunisce qui, fra l’altro, per danzare la Paneuritmia, una danza sacra creata da Peter Deunov.
I movimenti della Paneuritmia sono di grande bellezza, e Deunov la definì “uno scambio cosciente fra l’uomo e le forze della natura”.
Durante la salita ai sette laghi ho potuto ammirare questa affascinante danza praticata da un gruppo di persone.
Beinsa Douno e i suoi discepoli vissero con risorse materiali più che essenziali.
Grazie a Insegnamenti elevàti e alla loro pratica, molti di loro sperimentarono o s’avvicinarono a quella pienezza resa possibile dalla spiritualità vera e da un ideale condiviso di vita fraterna.Tutt’oggi, questo meraviglioso ideale continua a essere alimentato dagli Insegnamenti di questi due grandi Maestri spirituali e di altri che li hanno preceduti, nonché da tutte le persone che li applicano nella loro vita e che, perciò, confluiscono naturalmente nella Fratellanza della Luce.
Come ricorda Louise-Marie Frenette nel suo libro “Omraam Mikhaël Aïvanhov. Vita di un Maestro occidentale” (Stella Mattutina Edizioni), quando Aïvanhov parlava di Fratellanza intendeva quanto segue:
“La grande famiglia di tutti gli esseri che cercano la Luce e che si ispirano a una filosofia basata sull’amore e sulla giustizia. Tutti i cercatori di Luce appartengono, coscientemente o no, a una Fratellanza universale”.
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“Magia di un Amore che Nasce”
℗©
“Magia di un Amore che Nasce”
by Avelio Borroni
Released on August 05, 2024Composed by Avelio Borroni
Acoustic guitar and Recording: Avelio Borroni
Mixing and Mastering: Walter LupiAlbum cover created by Avelio Borroni
Album cover photo: Tania and Avelio
L’autoscatto fotografico ritrae me e Tania mentre ci baciamo al tramonto sulla Via dell’Amore, il sentiero più famoso e romantico delle Cinque Terre (Liguria) che unisce i due borghi di Riomaggiore e Manarola.
Avelio plays a Chatelier guitar
Ringrazio di nuovo l’amico Walter Lupi – straordinario chitarrista di fama internazionale – per avere curato le fasi di missaggio e Mastering del brano e che, facendo propria ogni mia osservazione, ha pazientemente ottenuto il suono che desideravo.
“Magia di un Amore che Nasce” è distribuita da CD Baby Publishing.
“Magia di un Amore che Nasce” è il quarto lavoro con cui ho deciso di proseguire la pubblicazione delle mie composizioni musicali.
È disponibile online nelle maggiori piattaforme musicali; di seguito alcuni link:
“Magia di Un Amore che Nasce” – Amazon Store
“Magia di Un Amore che Nasce” – Amazon Music Unlimited
“Magia di Un Amore che Nasce” – Apple Music
“Magia di Un Amore che Nasce” – Deezer
“Magia di Un Amore che Nasce” – Tidal
“Magia di Un Amore che Nasce” – YouTube Music
“Magia di Un Amore che Nasce” – YouTube (canale “tematico”):
Nota sul brano presente su YouTube
Il canale ora presente su YouTube non è creato da me, ma è solo “tematico” ossia generato automaticamente.Nota sul mio profilo Spotify Artist
A inizio ottobre 2024 ho deciso di rimuovere tutta la mia musica da Spotify e di chiudere il mio profilo Spotify for Artists.♥
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Riguardo a “Magia di un Amore che Nasce”
“Magia di un Amore che Nasce” è un brano per sola chitarra acustica che composi nel 2010, e che ho registrato di recente, in omaggio all’Amore nascente fra me e Tania, colei che continua a essere la mia amata Compagna di vita.
Il brano è pervaso di quella Magia, dolcezza e tenerezza che abbiamo vissuto Insieme con un’intensità ineffabile, indelebile e che, come un filo di Luce, dopo tanti anni, unisce ancora le nostre Anime…
Continuo a ringraziare Dio per avere incontrato Tania, una donna splendida e straordinaria, sul mio cammino…
L’ascolto di questo brano lento, profondo, dolce e romantico è particolarmente adatto alla sera, nei momenti di distensione o di meditazione.
Ne raccomando però l’ascolto sovratutto prima di coricarsi, anche per il motivo che l’ho registrato con la chitarra acustica accordata alla frequenza di 432 Hz, frequenza assai salutare e spiritualmente ideale a detta di molti stimati studiosi, ispirati compositori e pregiati musicisti.
L’esperienza mi suggerisce che suonare e registrare un brano lento, può essere davvero molto più impegnativo che farlo con uno veloce.
A maggior ragione, è stato così per “Magia di un Amore che Nasce”, in cui ogni più piccolo dettaglio – che ho curato con infinita pazienza – ha un’importanza imprescindibile.
Ecco che, allora, ogni più lieve accento, ogni minima sfumatura, la lunghezza d’ogni pausa tra una frase musicale e l’altra ovvero l’agogica e, infine, la dinamica, svolgono tutti un ruolo poetico e assolutamente essenziale.
Spero tanto che il brano piaccia ai vostri cuori.
Invero, sono certo che la vostra sensibilità saprà cogliere gran parte di quella Magia, intensità e tenerezza che l’hanno ispirato.
Mi sovvengono alcune parole del capitolo “Compagni di vita” del mio libro “Gratitudine, Via d’amore e saggezza” (2019)*, e con le quali desidero concludere questo post:
«La vita di ogni persona, così come quella della coppia, si svolge fra alterne vicende. Ma è nelle vicende difficoltose che si misurano la stabilità dell’unione e il suo valore, così come si misurano l’amore, la sensibilità, la saggezza e la resilienza di ciascuno. In tali circostanze, se resiste, la coppia cresce e si rafforza. Alla dolcezza dei tanti bei momenti passati insieme, il dolore aggiunge la sua parte necessaria. È infatti grazie a una certa quantità di sofferenza che l’unione può divenire più profonda e matura; non più barchetta malsicura, ma nave affidabile sulla quale poter affrontare le tempeste e godersi pienamente ogni crociera»*.
(…)
«È meraviglioso potersi scambiare parole come:
“Sei il mio Amore grande, custodito nel mio cuore come Dono senza tempo”.
“Sei la Stella che brilla perenne nel firmamento della mia Anima”.
“Desidero fortemente averti nella mia vita, esserti accanto e continuare ad amarti”.
“Per Te… il Mio Cuore… sempre…”
Con il loro anelito d’eternità, potrebbero sembrare parole ardite, e forse lo sono. La caducità è infatti caratteristica peculiare della vita terrena. Ma lo sguardo dell’anima va, per sua natura, oltre la terrenità.
Quando la relazione d’amore ha basi autentiche e salde radici, tali parole possono affiorare dolcemente dal profondo del cuore: sono come un fiore che emana la sua fragranza. Allora, meritano d’aspirare all’eterno»*.
* Copyright © 2019, Avelio Tito Borroni – Tutti i diritti riservati
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Se vuoi puoi acquistare il brano nello store di Amazon store cliccando su questo link Amazon store.
Oppure puoi acquistare il brano su https://music.apple.com.
Disponibile anche su iTunes Store (Also aivailable in the iTunes store).
Grazie…
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RDM Una Voce per un Aiuto presenta “Amìna e la Via della Luce”
01.12.2023
Il presente articolo riporta il post che ho pubblicato ieri – 30 novembre 2023, alle ore 22.00 – sul mio Canale Telegram “Camminare nella Luce – Avelio Borroni” con gli adattamenti necessari per oggi.
Carissimi,
nel link sotto a questo post, potete ascoltare il podcast della presentazione che “RDM, Una Voce per un Aiuto” ha dedicato ieri al mio libro “Amìna e la Via della Luce”.
Ringrazio di cuore tutta la redazione di RDM per la sensibilità e la professionalità con cui ha presentato quest’opera che tanto amo.
Desidero ringraziare in particolare:
la gentilissima Sig.ra Dora Millaci, poetessa, scrittrice e Direttrice di “RDM, Una Voce per un Aiuto”;
la Prof.sa e scrittrice Maria Teresa Usai che – nonostante i pochi minuti a disposizione – ha così ben curato la presentazione del libro tanto da essere definita “ineccepibile” da alcune amiche e alcuni amici; ed io sono d’accordo con loro.
Spero che la presentazione vi piaccia e che vi stimoli alla lettura.
Sostenuto dall’ispirazione, in “Amìna e la Via della Luce” ho riversato la mia Anima e il mio Cuore, nonché il profondo auspicio formulato nella dedica che ho scritto all’inizio del racconto:
“Dedico questo libro a tutti coloro che desiderano camminare sulla Via della Luce e la cui opera contribuirà alla nascita di una Nuova umanità e di un Nuovo mondo”.
Ognuno di noi può infatti contribuire grazie alla propria preziosa unicità.
Mi vengono in mente le opere creative di alcune amiche e amici del mio canale Telegram “Camminare nella Luce” come, per esempio, gli acquerelli di Bianca, le piramidi orgoniche di Nicole, e penso a tutti coloro che svolgono un’attività – qualunque essa sia – con amore e cura.
Ciascuno di noi può diffondere Luce, Amore e Bellezza a proprio modo… e questo è meraviglioso.
Vi ringrazio e vi abbraccio.
Podcast della presentazione del libro “Amìna e la Via della Luce” curata dalla la Prof.sa e scrittrice Maria Teresa Usai per RDM (mp3):
Di seguito, il link della presentazione pubblicata sul canale YouTube di “RDM, Una Voce per un Aiuto”.
È possibile ascoltare il relativo podcast anche su altri social in cui la stessa Web-radio sociale è presente.
Grazie per la vostra attenzione e per l’ascolto.
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Radio Una Voce per un Aiuto presenta “Gratitudine, Via d’Amore e Saggezza”
Desidero ringraziare “Radio Una Voce per un Aiuto” per avermi contattato, mostrando attenzione e interesse nei miei confronti, nonché per avermi fatto dono di un’apprezzabilissima presentazione del mio libro “Gratitudine, Via d’Amore e saggezza”.
Desidero inoltre ringraziare in particolar modo:
la gentilissima Sig.ra Dora Millaci, poetessa, scrittrice e Direttrice di “RDM, Una Voce per un Aiuto”;
la Prof.sa e scrittrice Maria Teresa Usai che ha così ben curato la presentazione del mio libro;
la Prof.sa Silvia Corridoni della rubrica libri.
Di seguito, il link della presentazione pubblicata sul canale YouTube di “Radio Una Voce per un Aiuto” (puntata completa):
Podcast della presentazione del libro “Gratitudine, Via d’Amore e Saggezza” curata dalla la Prof.sa e scrittrice Maria Teresa Usai per RDM (mp3):
Note su RDM – Radio Voce per un Aiuto
RDM è una Web-radio sociale gestita da professionisti volontari.
Vi si trovano approfondimenti culturali, medici, di attualità; si parla di poesia, libri e molto altro ancora.
La si può ascoltare in diretta o in podcast.
Ho conosciuto RDM da poco e, da quel che ho potuto notare, è sensibile a tematiche delicate, importanti e svolge un luminoso lavoro, perciò invito volentieri le amiche e gli amici del mio Canale Telegram “Camminare nella Luce – Avelio Borroni” a seguirla sui vari social in cui è presente e a iscriversi al suo Canale YouTube:
Grazie.
