Terapeuti dell’anima
Un caro amico, con cui ho avuto molte conversazioni nell’arco del tempo, mi ha spesso detto:
“Avresti dovuto fare lo psicoterapeuta. Riesci sempre a comprendermi e a farmi riflettere.
I suggerimenti che mi ha dato negli anni – solo quando espressamente richiesti – si sono sempre rivelati preziosi. Credo dovresti fare lo psicoterapeuta”.
È accaduto che gli abbia risposto ridendo: “Beh, a dire il vero, non sei il primo a dirmelo. Quasi comincio a crederci”.
Ma il più delle volte gli ho sorriso, dicendogli che, a mio avviso, molti di noi impegnati in un cammino evolutivo sono necessariamente un po’ psicologi, finanche terapeuti.
Accade infatti che ciascuno, nel corso del proprio percorso di crescita, impari molto su se stesso, spingendosi talora sin nelle più elevate sfere dell’anima e in quelle dello Spirito, sovrattutto se avvezzo alla meditazione e all’«esame di coscienza», un antico esercizio praticato da tutte le scuole di saggezza e oggi forse dimenticato.
Chi ha seguìto questo percorso riesce infatti a praticare l’ascolto profondo – come insegna Thich Nhat Hanh – nei confronti della persona amata, dell’amico o di chi chiunque desideri aprirsi sinceramente con lui.
Ricordo d’avere letto, da ragazzo, un libro d’un noto psichiatra, il quale affermava che il più bravo psicoterapeuta che conoscesse faceva tutt’altro mestiere.
Questo famoso psichiatra sosteneva che la capacità d’ascoltare e aiutare gli altri non avesse nulla a che fare con la formazione accademica, sebbene ne riconoscesse la possibile utilità.
Per quanto mi riguarda, ho iniziato a leggere libri extra scolastici abbastanza presto, iniziando una lunga ricerca che si è orientata, ampliata e definita nel tempo.
Lev Tolstoj ha scritto: “Gli uomini di genio sono incapaci di studiare in gioventù, perché sentono inconsciamente che bisogna imparare tutto in modo diverso da come lo impara la massa”.
Chiarisco sùbito che, naturalmente, non mi ritengo un genio, ma per me e tanti altri è valsa la stessa regola.
Invero, la gioia che si prova nell’indagare lasciandosi guidare dalla propria curiosità, necessità e dal proprio intuito è impagabile, così come quella che si sperimenta per ogni nuova scoperta personale.
Credo che le persone molto sensibili ed empatiche siano tali perché, oltre ad avere sofferto e a tendere alla Luce con tenacia, hanno consapevolmente curato il loro cammino evolutivo, continuando ad ascoltarsi nel profondo.
Così hanno anche imparato ad ascoltare e capire gli altri nello stesso modo.
Queste persone non hanno mai ingerito nozioni o quant’altro leggevano senza sottoporlo al vaglio della propria coscienza, sensibilità ed esperienza.
Si sono invece concesse il tempo di approfondirlo e sperimentarlo, al fine di accertarne la veridicità.
È solo dopo averlo verificato che hanno deciso di accoglierlo in sé, assimilandolo.
Ciò che hanno appreso in questo modo, è davvero divenuto parte della loro anima.
E ora hanno la possibilità di farne dono.
È questo che fa una grande differenza, amico mio, e che rende molti di noi, che camminiamo nella Luce, anche un po’ terapeuti dell’anima.
