Viaggio a Minorca
07 settembre 2025
Questa settimana, la mia compagna ed io abbiamo avuto modo di visitare l’isola di Minorca (Baleari, Spagna).
Abbiamo soggiornato a Ciutadela, splendida cittadina brulicante di vita specialmente di sera: le persone cenano ai tavoli dei tantissimi ristoranti e passeggiano poi fra le belle vie, fra negozi, botteghe e bancarelle in cui sono esposti infiniti oggetti di natura artistica e artigianale.
Il lungomare di Ciutadela è ampio, ed è affascinante sovratutto passeggiarvi di sera quando, sempre accarezzàti da una fresca e gradevolissima brezza, si possono godere splendidi tramonti.
Pare vi sia l’idea che i minorchini ossia gli abitanti di Minorca, in quanto isolani, siano generalmente un po’ chiusi.
Non è così. Sono aperti e gentili.
Desiderosi di aiutare i turisti, conversano volentieri e allegramente in minorchino (differente dalla lingua catalana, è una variante dialettale a sé, diversa da quella delle altre isole Baleari), sforzandosi di capire e di farsi capire.
La sincerità e l’allegra spensieratezza che traspare dai loro volti, rende facile stabilire relazioni amichevoli e cordiali.
Mostrano anche onestà.
Ci siamo sorpresi quando nelle spiagge ci hanno chiesto solo 20 euro al giorno per un ombrellone e due sdraio.
A Minorca, i ritmi di vita sono salutari, così come lo sono i ritmi di lavoro.
Il mare è splendido, parimenti lo è il giocare come bambini con le sue onde: antica leggerezza che diviene ancora presente.
Da un punto di vista spirituale, Minorca offre un meraviglioso mare e tantissimo verde con le sue godibili pinete: tutti luoghi naturali in cui si può ben meditare o pregare o stare semplicemente in silenzio, e che si aggiungono alle belle chiese e cattedrali dell’isola.
Una sera un minorchino ha osservato: “Qui, con la Pomada e la Sangria, restare astemi è un peccato”.
Gli abbiamo sorriso e risposto con un brindisi, consapevoli che, con moderazione e buon senso, si può godere di tutto (purché non si rechi danno ad alcuno).
